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L'olio di oliva, alimento molto usato ma poco conusciuto

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Scritto da Mario   
Giovedì 08 Novembre 2012 15:00

 

La produzione di olio di oliva in Italia non è ancora sufficiente a coprire i fabbisogni interni. La superficie in ettari coltivata ad olivi in Italia è  di circa 1.200.000 ettari, superiore alla superficie di qualunque altra specie, come per esempio quelli destinati ai vigneti (circa 1.000.000 ettari). Le piante di olivo in produzione in Italia sono circa 160 milioni.

Nel nostro Paese, non considerando le annate che per eventi meteorologici volgono al disastro, si producono, mediamente, circa 450-500 mila tonnellate di olio di oliva per un valore di circa 3,5 miliardi di euro, contro l’attuale produzione della Spagna che supera il milione di tonnellate (in crescita).
Sono oltre 1,2 milioni gli italiani che fanno olio, anche se la maggioranza di essi producono quantitativi destinati al consumo famigliare. La superficie media aziendale è di poco inferiore ad un ettaro di terreno. E’ indiscutibilmente risaputo che l’olio d’oliva è un prodotto dalle indiscusse virtù, sia per il palato ma soprattutto per le proprietà salutistiche ampiamente dimostrate da diverse ricerche scientifiche. Si tratta, comunque, di un alimento molto complesso, sia a livello organolettico quanto chimico, che nasce però dalla semplice trasformazione di olive in olio. Le caratteristiche intrinseche del frutto, le corrette procedure di raccolta, le tempistiche e la molitura (frangitura in frantoio) sono fattori determinanti per la qualità finale del prodotto.
La qualità di un olio di oliva non è caratterizzata soltanto dal basso grado di acidità, ma da tutta una serie di caratteristiche organolettiche, frutto di processi produttivi assolutamente ottimali, dalla coltivazione della pianta al raccolto, alla spremitura in frantoio.
L’olio d’oliva, in tutte le sue declinazioni e classificazioni, è un alimento-condimento molto usato nel nostro Paese e, purtroppo, anche molto poco “conosciuto” dalla stragrande maggioranza delle persone. Anche se c’è da rilevare che, tra i consumatori, vi è una crescente attenzione verso l’approfondimento della conoscenza dell’oli d’oliva, siamo  però ancora lontano dai livelli raggiunti, ad esempio, nel mondo dei vini. Infatti sono ancora troppo poche le persone in grado di “qualificare” e analizzare un olio, utilizzando le proprie capacità sensoriali. L’invito è dunque quello di non trascurare mai il desiderio di conoscenza verso questo alimento principe della Dieta Mediterranea (patrimonio immateriale dell’UNESCO).

Si invita ad approfondire il mondo oleario sul sito più conosciuto dal web FrantoiOnline.it